Realtà Aumentata: tra tecnologia e percezione. La nostra esperienza a Oxford.

Lo scorso gennaio, presso la prestigiosa Brookes University di Oxford si è svolta la prima winter school in Europa sul tema della Realtà Aumentata.

La AR winter school, organizzata dal dipartimento di informatica tecnologie della comunicazione dell’università britannica in collaborazione con la tech company californiana DAQRI, ha rappresentato un’opportunità unica per i partecipanti di immergersi su un tema di così stretta attualità e indagare il rapporto tra tecnologia e percezione.

Considerata da molti come “la nuova frontiera dell’informatica”, la Realtà Aumentata (in inglese Augmented Reality o AR) punta ad arricchire la percezione umana attraverso l’inserimento informazioni digitali all’interno del mondo reale. Negli ultimi anni questa disciplina ha avuto una notevole crescita, grazie anche ai massicci investimenti realizzati dalle aziende mondiali leader nel settore tecnologico, e oggi diversi sono i campi di applicazione dove sono stati raggiunti risultati notevoli.

Durante le cinque giornate di corso, i partecipanti hanno potuto approfondire la conoscenza di ARToolKit, kit di sviluppo software open source per la Realtà Aumentata, e sviluppare in team prototipi di applicazioni basate su AR.

Domenico Schillaci, tra i fortunati selezionati per prendere parte all’evento, oltre a presentare il lavoro su street art e realtà aumentata svolto a Palermo da PUSH e Bepart, insieme col suo team ha ideato AR Secret Stuff, un’app in grado di utilizzare oggetti comuni per nascondere informazioni su eventi segreti o altri avvenimenti esclusivi.

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